Twitter si adegua: via libera alla censura

Antonino Caffo , 27 Jan 2012

Il social network ha deciso: eliminerà i contenuti ritenuti inappropriati e sotto richiesta dei vari Paesi. E' polemica

Starete pensando che Google e Facebook già lo fanno. Ed infatti ad oggi sono varie le petizioni nate online per richiedere la rimozione di pagine ritenute universalmente offensive, presenti sia su Facebook che su Google+. In prima analisi quindi, Twitter non fa altro che accodarsi alle altre voci in coro ma non senza scatenare polemiche. Con un comunicato di ieri, l'azienda ha annunciato di voler entrare a far parte anche di quei paesi dove la libertà di espressione è considerata diversamente dal resto del mondo. Si pensi alla Cina, dove è stato creato un Twitter nazionale dal nome Weibo, un paese che fin dall'inizio ha ostentato l'ingresso del social network tra le mura degli utenti. D'ora in poi invece Twitter avrà la possibilità di cancellare determinati post ritenuti inadatti ad una determinata nazione e lasciarli invece visibili al resto del mondo così da creare una piattaforma "apparentemente" perfetta per ogni tipo di governo.

La paura tra gli utilizzatori del popolare micro-blog è alta visto che da sempre Twitter si è distinto per la totale libertà di pensiero nei post pubblicati sulle varie bacheche. Ora invece il servizio sarà personalizzato di Paese in Paese con il rischio quindi che la diffusione di messaggi, anche ritenuti importanti, sia limitata e per nulla globale. La preoccupazione in queste ore è talmente tanta che sul social network l'hashtag #TwitterCensorship è già popolare, alla stregua delle recenti SOPA, PIPA e FAVA. Oltre a censurare messaggi poco piacevoli rispetto a comportamenti individuali, Twitter potrebbe ricevere pressioni da parte dei governi per cancellare l'eco di eventuali dissidenti e oppositori delle forze al potere. Anche se difficilmente l'eco dei social media verrà diminuito con la decisione di Dick Costolo, è innegabile che avvenimento come la primavera araba o lo sviluppo delle azioni degli indignados abbiano avuto successo anche grazie al seguito ottenuto dagli utenti affezionati ai 140 caratteri di Twitter.