Musica digitale in Italia è boom di ascolto legale

Antonino Caffo , 06 Feb 2012

Un aumento del 22% rispetto allo scorso anno secondo i dati della Federazione Industria Musicale Italiana

La via della legalità digitale sembra tracciata ed è quella che passa per il mercato musicale. Secondo i dati realizzati da Deloitte per la FIMI nel 2011 più di un quinto degli introiti provenienti dalle vendite musicali in Italia appartiene al comparto digitale coun aumento del 22% rispetto al 2010. Lo sbocciare di servizi e piattaforma che consentono di ascolare musica in streaming rappresentano una delle cause dell'aumento, soprattutto quando con un canone mensile è possibile accedere a milioni di brani e molte volte anche scaricarli. Tra le novità del momento c'è sicuramente Deezer, un portale dove ogni utente può accedere ai brani condivisi sulla piattaforma e portarseli dietro anche su smartphone e tablet. Con circa 5 euro al mese si ascoltano brani senza limiti e si possono conservare anche in modalità offline. Anche le major del settore si sono adeguate (Google Music) cercando di incontrare le necessità degli utenti vendendo singoli e brani a prezzi concorrenziali (iTunes).

Una mano all'aumento di download legale è venuta dalla progressiva disfatta dei siti di sharing. La chiusura di Megaupload e le successive uscite di scena di altri colossi come FileSonic e Uploaded hanno rafforzato la presenza del donwload legale, almeno nel comparto musica. Il calo del download alternativo è pari al 4% con una cifra che però in Italia è ancora alta e si aggira attorno al 23% degli utenti del web. L'azione congiunta di FBI e governi per combattere la condivisione illegale, non basterà a debellare del tutto la piaga della pirateria, ma l'aumento dell'offerta e la salvaguardia del portafoglio degli utenti potrebbe rappresentare un buon modo per scegliere di pagare per quello di cui si usufruisce.