L'FBI mette Megaulpoad in manette e viene attaccata da Anonymous

Antonino Caffo , 20 Jan 2012 , Anonymous

Violazione della proprietà intellettuale e riciclaggio di denaro sporco. Queste le accuse mosse dal Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti nei confronti di alcuni amministratori del popolare sito di condivisione video Megaupload. L'oscuramento del sito, e dei relativi portali gestiti dalla rete Vestor Limited e Megaupload Limited, è stato immediato facendo cadere nello sconforto i migliaia di utilizzatori del servizio di video sharing. L'accusa sulla violazione delle norme sul copyright si basa sul ricavo di almeno 175 milioni di dollari anche grazie alla visione di contenuti protetti e caricati in anonimo dagli utenti. La differenza con le reti P2P è proprio questa: pagando un abbonamento ogni utente poteva caricare in anonimo qualsiasi tipo di contenuto e lasciarlo scaricare ai propri amici.

In manette sono finiti 7 amministratori delle due società che rischiano una pena massima di 20 anni di prigione per scopo di racket, 5 anni per violazione di copyright, 20 anni per riciclaggio di denaro sporco e altri 5 per violazione criminale del diritto di autore, per un totale di 60 anni. L'imputato in chief è Kim Dotcom ovvero Kim Schmitz, un uomo di 37 anni con residenza a Honk Kong e in Nuova Zelanda, che è stato già arrestato a Auckland. Gli altri imputati sono i tedeschi Finn Batato, Sven Echternach, Mathias Ortmann,  il polacco Julius Bencko, Andrus Nomm sviluppatore software estone, e Bram van der Kolk, responsabile network olandese.

La notizia ha fatto scattare il gruppo di Anonymous che in segno di protesta contro l'azione della giustizia statunitense ha attaccato il sito dell'Fbi della "SIAE americana" la Recording Industry of America (il sito è ancora down), della Motion Picture Association of America (major audiovisiva il cui sito è tornato online) della Universal Music (major musicale con il sito ancora down).

Fa pensare il fatto che il gruppo di Anonimi abbia attaccato quasi subito i siti citati il che vuol dire che, in teoria, hanno il mondo del web in completo dominio. C'è da preoccuparsi più dei problemi di privacy di Facebook e della sicurezza di accesso al network di Google.