Sono in arrivo le stazioni di ricarica wireless Powermat, che alimentano cellulari, mp3, fotocamere e navigatori semplicemente appoggiandoli sulla basetta

Chi frequenta le fiere di tecnologia, da due o tre anni a questa parte trova inevitabilmente qualche azienda che propone sistemi di alimentazione elettrica senza fili: si appoggia il telefono, la fotocamera, il navigatore o altro su una base, e la batteria viene ricaricata senza bisogno di cavi o connettori. Questi sistemi, altrettanto inevitabilmente, per qualche ragione non sono mai arrivati sul nostro mercato. Finora, almeno: Powermat comincerà a distribuire in Italia tra due settimane un sistema di ricarica che non solo funziona ed è disponibile, ma sembra migliore di quanto visto finora. Alcuni dei sistemi presentati in passato utilizzavano infatti una griglia di contatti da far combaciare con una placca sul dispositivo. Questo sistema è però esposto al rischio di corto circuito, tanto sulla base quanto sul dispositivo portatile, e a diminuire di efficacia con l’ossidazione delle superfici. Il sistema Powermat invece è basato sul principio dell’induzione magnetica. Non avendo bisogno di contatti esposti è quindi insensibile a oggetti metallici appoggiati o versamenti di liquidi. Il tutto funziona utilizzando una coppia di dispositivi: una base di ricarica, che ospita fino a 3 diversi apparecchi in modalità wireless più uno collegato via USB, e una placca che viene applicata al dispositivo portatile da ricaricare.
Appoggiando il dispositivo sulla base, questa riconoscerà il dispositivo grazie a un chip RFID inserito nella placca, e comincerà a ricaricarlo con un flusso di corrente idoneo a quell’apparecchio. Il dispositivo portatile riconosce il procedimento come un normale ciclo di ricarica: l’iPhone, per esempio, mostra l’icona della batteria verde con lo stato di avanzamento della carica. Quando la batteria è piena, il chip RFID comunica alla basetta di interrompere l’alimentazione.
Secondo Powermat, la ricarica wireless consente anche di ottenere un sensibile risparmio energetico. L’efficienza dichiarata è dell’82%, contro un 60-70% dei caricabatterie a filo tradizionali. Il vantaggio è particolarmente sensibile se si fa il confronto considerando tutti gli alimentatori necessari (telefono, navigatore, iPod...) e la cattiva abitudine di tenere gli alimentatori sempre collegati alla presa. Sul singolo dispositivo, e immaginando di scollegare l’alimentatore non appena terminata la carica, il vantaggio svanisce.
Per il momento, la placchetta è inserita in una custodia per iPhone o iPod Touch (simile ai popolari “gusci” in silicone, ma di plastica rigida) e nelle cover per lo sportello batteria di alcuni modelli di BlackBerry. L’adattatore attualmente disponibile per iPhone ha superato la certificazione Apple per i modelli fino al 3G: a Novembre verrà rilasciata una nuova versione certificata anche per iPhone 3GS (la placca attuale interferisce con la bussola del nuovo iPhone). Per gli altri modelli di iPod esiste una stazione docking con adattatori. Il PowerCube è invece un adattatore universale, che può alimentare qualsiasi dispositivo con porta mini-USB e, attraverso degli spinotti forniti in dotazione, anche cellulari, Mp3, console da gioco e navigatori GPS delle maggiori marche. Esiste poi un alloggiamento per ricaricare in modalità wireless quattro batterie stilo.
Il prezzo della custodia per iPhone è di 39 euro, mentre gli altri adattatori costano 34 euro. La base invece esiste in due versioni: Home and Office (89 euro) o Portatile (99 euro), che si ripiega in tre ed è alloggiata in un cofanetto che include, oltre all’alimentatore, anche gli adattatori per le prese inglesi e americane. Questo significa che con la base e tre diversi adattori si raggiungono ben presto i 200 euro, purtroppo. Inizialmente, i prodotti Powermat saranno disponibili nelle catene MediaWorld e Saturn.

Durante la presentazione, l’amministratore delegato di Powermat Italia Stefano Godio ha delineato i prossimi passi della strategia dell’azienda. Oltre a fornire direttamente adattatori per altri dispositivi, rivolgendosi inizialmente agli smartphone di alta gamma (HTC, Nokia Serie E...), l’intenzione è quella di coinvolgere i produttori affinché realizzino dispositivi già predisposti per la ricarica wireless, senza bisogno di placche aggiuntive. Una nuova generazione di basi di ricarica dovrebbe poi consentire, oltre all’alimentazione di apparecchi più potenti come i pc portatili, anche il trasferimento di dati, offrendo la possibilità di sincronizzare direttamente il dispositivo con il computer.
Nel futuro meno immediato, Powermat immagina basi di superfici più ampie, come scrivanie, piani di lavoro, da cucina o addirittura intere pareti della casa, in grado non solo di ricaricare le batterie, ma anche di alimentare elettrodomestici. Per ora, in attesa di avere un campione su cui effettuare un vero test, lasciamo frullatori e tv lcd con alimentazione wireless a un futuro immaginario. Speriamo però di vedere presto le versioni ad alta potenza (per notebook) e quella con la funzione di trasferimento dati.
E buonanotte alle emissioni