La nuova generazione di processori e chipset targati Intel debutta oggi, con la Cpu Core i7 e l’Intel X58. Tre i modelli di Cpu al debutto: Core i7 920 con frequenza di clock pari a 2,66 GHz, Core i7 940 a 2,93 GHz e il top di gamma Intel Core i7 965 Extreme Edition, con frequenza di 3.2 GHz. I nuovi processori non saranno retrocompatibili con i vecchi socket, ma utilizzerano il nuovo socket LGA1366.
Intel Core i7, noto con il nome in codice Nehalem, debutta ufficialmente oggi. Questo processore è basato su un’architettura completamente rivisitata, ed è realizzato con processo produttivo a
45 nanometri. Si tratta di una
Cpu quad core monolitica, il che significa che il die è ottenuto da un unico pezzo di silicio, diversamente dai processori Intel
Core 2 Quad, che prevedevano due unità dual core accoppiate entro un unico package ma fisicamente ottenute da due pezzi di silicio separati.

La
Cpu i7 presenta differenze rispetto alla precedente architettura anche per quanto concerna la cache, ora configurata su tre livelli anziché due. Sull’i7 ognuno dei quattro core dispone di una cache
L1 da 64 KB, in due blocchi da 32 KB, in aggiunta a una cache
L2 da 256 KB. La cache di terzo livello L3 è invece di tipo inclusivo, dimensionata a
8 MB e condivisa da tutti i core.
I precedenti Core 2 Quad prevedevano invece una cache di primo livello da 64 KB (anche in questo caso due blocchi da 32 KB, per ogni core) e una cache L2 da 8 o 12 MB, in funzione del modello di Cpu. Quest’ultima consiste in due blocchi da 4 o 6 MB condivisi tra due core.
Una delle novità più sostanziali di i7 è tuttavia la presenza di un
controller di memoria integrato direttamente nella Cpu, unitamente a numerose novità tecnologiche: è offerto il supporto per la gestione della
memoria a tre canali DDR3, con ampiezza di 192 bit, il bus interno di comunicazione
QuickPath Interconnect e l’Hyper Threading simultaneo (SMT, Simultaneous Multi Threading), una tecnologia già vista in passato sui vecchi Pentium 4 e abbandonata con l’introduzione delle prime Cpu della serie Core.
L’Hyper Threading, ricordiamo, è una tecnologia di parallelizzazione dei processi che, in sostanza, simula a livello logico la presenza di due core in presenza di un’unità di calcolo fisica singola; recentemente l’Hyper Threading è stato reintrodotto sui processori Atom single core, nell’intento di renderli più “brillanti” nell’esecuzione di applicazioni multimediali.

Nel caso specifico di iT la tecnologia SMT migliora l'efficienza della Cpu nell'esecuzione di applicazioni multithreaded, simulando la presenza di core aggiuntivi a livello logico. Pur disponendo di “soli” quattro core fisici,
l’i7 viene rilevato da sistema operativo come una Cpu a otto core. Le riflessioni sull’utilità pratica di disporre di un numero così elevato di unità logiche sono le solite: è necessario che le applicazioni siano sviluppate in modo specifico per trarre vantaggio da questo tipo di soluzioni. Diversamente l’impatto positivo sulle prestazioni è solamente marginale.
Per quanto riguarda QuickPath Interconnect
le analogie con l'Hypertransport della concorrente AMD sono numerose, come peraltro il controller di memoria integrato, da tempo sfruttato sulle Cpu Phenom. Il bus QuickPath Interconnect ha velocità di
4.8 Gigatransfer per secondo, valore che esprime il numero massimo di transazioni che il bus può gestire in un secondo, per le versioni 920 e 940 di Core i7. Queste due Cpu prevedono l’impiego di memorie DDR3-1.066. Diversamente, sul top di gamma 965 Extreme Edition la velocità del bus sale a 6.4 GT/sec, dato che è previsto l’accoppiamento con memoria DDR3 di frequenza maggiore, per l’esattezza con moduli DDR3-1.333.