Archiviazione: scegliere la qualità ottimale per preservare le immagini importanti

Antonino Caffo , 10 Dec 2011

Si sono salvate sul computer copie di immagini importanti con una risoluzione di 72 ppi, per utilizzarle in una presentazione con il videoproiettore. Ora è però necessario archiviare definitivamente gli originali, e si vorrebbe sapere qual è la risoluzione giusta per non perdere dettagli

300 ppi sono certamente abbastanza per la stampa. Ma la domanda è: quali sono le dimensioni della stampa? L’unità di misura ppi, ovvero pixel per inch (pixel per pollice), indica infatti la densità, ovvero quanti pixel sono presenti in circa due centimetri e mezzo di immagine, e non il numero assoluto dei pixel. Dunque se l’immagine a 300 ppi è pensata per essere stampata su un francobollo avrà una risoluzione reale di soli 500 x 400 pixel, mentre se è pensata per essere stampata su un foglio A4 avrà ben 2.480 x 3.508 pixel.

La cosa migliore è sempre fare riferimento al numero assoluto di pixel: una risoluzione di 1.920 x 1.080 pixel corrisponde all’alta definizione 1080p o Full-Hd, dunque è sufficiente per le presentazioni con videoproiettore o su schermi Lcd. È ben difficile oggi che una presentazione avvenga a risoluzioni superiori. Ma quando si devono archiviare definitivamente le immagini originali, non c’è una risoluzione minima che consenta di non perdere dettagli: l’unica soluzione è archiviare direttamente i file originali, senza diminuirne la risoluzione né convertirli in altri formati grafici. In particolare le immagini non vanno mai convertite in formati come il Jpeg, che comprime le immagini con perdita irreversibile di dettagli, ma vanno archiviate nel formato originale. In questo modo si potrà sempre sfruttare la massima risoluzione che l’immagine originale poteva fornire, qualsiasi sia la risoluzione di stampa o visualizzazione richiesta in futuro.