Il nuovo input creativo del nostro cervello

CHIP.it , 23 Jun 2011

Il contatto quotidiano con l’Information Technology sta modificando il nostro cervello. Se utilizzati nella giusta misura, il web e il pc possono renderci persino più intelligenti


Un neuroscienziato australiano, Allan Snyder, ha inventato una cuffia che stimola il pensiero, una piccola apparecchiatura grazie alla quale gli uomini riuscirebbero a ragionare decisamente meglio. La Thinking Cap è formata da una fascia in gomma che fissa sui due lati della testa, all’altezza delle tempie, due elettrodi, i cui cavi sono collegati a una semplice cassettina dotata di un potenziometro e di un display. All’interno della cassettina sono prodotti determinati impulsi elettrici che dovrebbero generare il cosiddetto “lampo di genio”.
Nell’agosto scorso durante alcuni esperimenti, Snyder ha chiesto a 60 candidati, tutti in perfetta salute, di risolvere delle equazioni matematiche rappresentate con dei fiammiferi. Le equazioni erano sbagliate ma spostando un solo fiammifero sarebbe stato possibile correggerle. Effettivamente non si trattava di un’operazione esageratamente complicata ma richiedeva solo un po’ d’impegno. Il 20% circa dei partecipanti ha risolto l’operazione, quando lo scienziato fingeva di mettere in funzione la cuffia, creando una specie di effetto placebo. Ma se venivano realmente prodotti impulsi mediante gli elettrodi, un numero tre volte superiore di soggetti risolveva immediatamente l’equazione.

Evoluzione digitale: cellulari, pc e internet rinnovano il cervello

Potrebbe sembrare una stregoneria ma il fenomeno è spiegabile ed è perfino già noto. Si dice che le vittime di incidenti stradali che riportano lesioni in determinate parti del cervello manifestino all’improvviso un’insolita creatività: riescono a disegnare bene o a scrivere storie. All’inizio gli impulsi elettrici della cuffia simulano una lesione: Allan Snyder ha stimolato, mediante flussi di corrente, l’emisfero anteriore destro, interrompendo contemporaneamente l’attività del sinistro. In questo modo il ricercatore, in base alle informazioni da lui stesso fornite, sarebbe riuscito a interrompere per alcuni secondi il ricordo di conoscenze acquisite: “Questa tecnica potrebbe essere usata per avere, almeno per un momento, uno sguardo sereno sul mondo”, afferma Snyder. “Lo sguardo di un bambino” con cui si potrebbero affrontare tranquillamente anche situazioni nuove.

Ragionare meglio premendo un tasto? Ma sarà vero? L’esperimento di Snyder è un caso eccezionale, una stimolazione mirata che dura poco. Sicuramente l’uomo, anche senza indossare la cuffia, riuscirebbe a concentrarsi e a risolvere più velocemente i vari compiti, dovrebbe solo esercitarsi. Il cervello, se stimolato continuamente, si adatta alle situazioni nuove.
La storia evolutiva dell’uomo è un ottimo esempio a riguardo: il raggiungimento della posizione eretta ha influenzato il cervello tanto quanto l’elaborazione del linguaggio. Il giro angolare, una parte della corteccia cerebrale importante per leggere, scrivere e fare i calcoli, si è formato solo negli ultimi 500 anni: “E come se la nostra corteccia cerebrale fosse stata concepita per adattarsi alle conquiste culturali”, sostiene il neurobiologo Martin Korte.
Fra le conquiste culturali si annovera anche l’Information Technology in tutte le sue mille sfaccettature. Cellulari, internet, programmi per chat, email, giochi per pc: negli ultimi dieci anni l’utilizzo dei media è aumentato al punto che alcuni neuroscienziati parlano di “evoluzione automatica digitale”. Naturalmente tutto ciò ha delle conseguenze sul cervello che, grazie alle moderne tecniche di diagnostica per immagini, come la tomografia assiale computerizzata (Tac), possono essere perfino osservate.